Pos obbligatorio per commercianti e professionisti, la verità su sanzioni e limiti nel 2016

febbraio 19th, 2017 Posted by Senza categoria 0 thoughts on “Pos obbligatorio per commercianti e professionisti, la verità su sanzioni e limiti nel 2016”

I negozi e gli studi professionali hanno l’obbligo del POS? Cosa dice la legge del 2016 e qual è la verità sulle sanzioni in caso di negato pagamento con carta e bancomat? Facciamo chiarezza.

Le imprese e i professionisti hanno l’obbligo del POS oppure no? Quali sono le sanzioni previste e i limiti di importo obbligatori? Facciamo il punto della situazione al 2016.

La Legge di Stabilità 2016 ha modificato la normativa riguardo l’obbligo, per imprese e professionisti, di installare l’apparecchio di pagamento elettronico (POS) nei negozi e negli studi. La legge impone che chiunque si occupi di vendita di prodotti e prestazione di servizi (compresi quelli professionali) debba accettare carte di credito e prepagate.

Tuttavia quella del POS obbligatorio per le imprese commerciali è una questione discordante. Infatti, sebbene la legge abbia già imposto nel 2014 il POS obbligatorio per gli esercenti – inizialmente senza sanzioni pecuniarie – non tutti hanno capito bene cosa si rischia se l’apparecchio per l’e-payment non è installato.

Non ne sono consapevoli molti commercianti, che spesso trovano scuse e giustificazioni per non accettare pagamenti elettronici; e sono confusi gli acquirenti, che alla negazione del bancomat tirano fuori i contanti o rinunciano all’acquisto senza chiedersi se pagare con carta sia un diritto previsto dalla legge.

La confusione riguardo l’obbligo del POS è dovuta principalmente al fatto che le sanzioni, finora, anche se previste, sono state quasi completamente assenti. Inoltre, nonostante l’obbligo, molte attività rimangono restie all’utilizzo della moneta elettronica a causa dei costi e le perdite sul bilancio finale. Per questo motivo in sede parlamentare è già in corso l’esame di un nuovo disegno di legge al riguardo.

Facciamo chiarezza sulla normativa attuale sul POS obbligatorio e sulle sanzioni previste in mancanza di installazione e attivazione dell’apparecchio per bancomat e carta.

POS obbligatorio? Sanzioni, agevolazioni e limiti d’importo

L’introduzione del POS obbligatorio fa parte delle misure prese dal Ministero delle Finanze per contrastare l’evasione fiscale e promuovere i micro-pagamenti elettronici. Se prima, con i pagamenti in soli contanti, gli esercenti potevano facilmente dichiarare meno guadagni ed evadere le tasse, con l’obbligo di POS si è tenuti a dichiarare anche il centesimo dal momento che è tutto tracciabile.

Per lo stesso motivo la Legge di Stabilità 2016 ha decretato che anche i liberi professionisti (medici, dentisti, avvocati, architetti, ingegneri, agronomi, geometri…) debbano accettare i pagamenti in modalità elettronica dai loro rispettivi clienti. Professionisti ed esercenti, stando a quanto dice la legge, hanno l’obbligo di accettare pagamenti digitali anche per importi inferiori ai 30€.

L’obbligo riguarda tutte le imprese ed i professionisti, ad eccezione di coloro che riescono a dimostrare l’“oggettiva impossibilità tecnica” nell’utilizzo del POS.

Per incentivare l’utilizzo di pagamenti elettronici, chi si mette in regola gode di agevolazioni fiscali e ha diritto a detrarre alla dichiarazione dei redditi il costo in percentuale di ciascuna transazione dall’imponibile.

Inoltre, per favorire la maggiore diffusione dell’e-payment, è stato proposto di tagliare la commissione finale per i micropagamenti fino a 5€. In questo modo carte di credito e bancomat potrebbero essere accettate anche per pagare la colazione al bar o il giornale in edicola.

Chi trasgredisce l’obbligo del POS, invece, può essere soggetto a sanzioni che partono da 500€ e che aumentano in presenza di altre irregolarità accertate.

Subita la sanzione, commerciante o professionista avrà 30 giorni di tempo per adeguarsi e 60 giorni per comunicare alla Guardia di Finanza si essersi messo in regola. Per chi continua a trasgredire, invece, sono previsti dai 1000€ di multa alla sospensione dell’attività.

POS obbligatorio: quanto costa ai commercianti?

Commercianti e professionisti devono dotarsi di apparecchio POS a proprie spese. L’acquisto e il possesso di un POS comporta spese per costi fissi, canoni mensili e commissioni, e le condizioni di spesa variano da banca a banca e dal tipo di carta usata dall’acquirente.

In media la spesa per la sola attivazione di un POS si aggira attorno agli 80€, ma ai costi di gestione si aggiungono quelli per i servizi. In tutto la spesa media annua per avere e utilizzare un apparecchio POS collegato a conto corrente costa più di 2000€ l’anno, e pesa circa il 2% sul ricavo annuo dell’azienda.

Il fatto è che, stando agli studi di mercato, il POS piace più ai consumatori (ai quali non costa niente) che agli esercenti. Infatti 7 italiani su 10 preferiscono pagare con carta e circa il 16% preferisce rinunciare all’acquisto o scegliere un altro negozio dove può pagare con bancomat. Quindi non dotarsi di POS può comportare la perdita di molti clienti. D’altronde, dicono negozianti, artigiani e ristoratori, usare il POS per i pagamenti sotto i 30€ è una stangata per loro visto stando alle disposizioni bancarie attuali.

POS obbligatorio ma non sanzionabile: cosa significa?

L’obbligo del POS sarebbe dovuto entrare in vigore con la Legge di Stabilità dal 1° gennaio 2016, ma attualmente chi non rispetta l’obbligo di accettare pagamenti digitali non incorre in nessuna sanzione.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbero dovuto definire i tetti delle commissioni applicati ai pagamenti elettronici, per favorire la totale trasparenza, e predisporre che esse siano commisurate ai servizi effettivamente erogati.

In presenza di vuoti normativi, però, negozianti, ristoratori e professionisti che negano la possibilità di pagare con carta sono in difetto per legge ma non sanzionabili. E, se voi acquirenti indignati dal fatto che l’Italia sia così arretrata anche sul fronte e-payment decideste di denunciare l’esercente alla Guardia di Finanza, anche loro non vi saranno molto d’aiuto. A questo punto, se non la legge, potrebbe essere il mercato stesso a punire i trasgressori.

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