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Quanto costa il Pos agli esercenti? Oltre 550 euro al mese

Quanto costa il Pos agli esercenti? Oltre 550 euro al mese

Subito la premessa, doverosa. Il costo (per gli esercenti, che siano artigiani, professionisti, commercianti) varia in funzione di una serie di variabili: 1) Il tipo di contratto stipulato con la banca; 2) Il tipo di macchinetta installata; )Le spese assicurative ad essa correlata; 4) Il tipo di collegamento telefonico stipulato con l’operatore 5) L’esistenza o meno di un pacchetto (ad esempio Carta Sì); 6) L’esistenza o meno di un Light Pos, nuovo strumento ideato dalle banche, che sgancia la macchinetta dal conto corrente dell’esercente e lo aggancia invece ad un device come lo smartphone.

Detto questo il conto per il nostro commercialista di fiducia che da oggi ha l’obbligo di dotarsi di un Pos per il pagamento con carte di debito o credito a seconda dei desiderata del cliente sfiora i circa 600 euro mensili secondo uno studio di Federconsumatori, l’associazione di consumatori che per il Corriere della Sera ha elaborato uno specchietto su tutte le voci di spesa. «L’incognita è che questo esborso mensile venga poi trasferito alla clientela — rileva Rosario Trefiletti, presidente di Ferdeconsumatori – per questo sarebbe necessario un tavolo governativo per monitorare gli effetti di questa misura che giudichiamo comunque estremamente positiva». D’altronde il confronto tra l’Italia e gli altri Paesi europei è impietoso. Da noi il numero di transazioni pro-capite con moneta elettronica è di 31,06, lontano dai benchkark europei Danimarca, Svezia, Norvegia, Gran Bretagna. Esattamente la metà della media europea. Di più: da noi solo il 15% dei consumi delle famiglie avviene attraverso i pagamenti elettronici (rilevazioni dell’istituto centrale delle banche popolari (Icbpi).
Eccole le voci di costo, sintetizzate in questa tabella
min.                       max.
Installazione e attivazione                                            gratis                 € 150,00
Commissione mensile gestione del servizio
Modello fisso standard                                                 € 25,00              € 38,00
Modello Adsl/Ethernet                                                 € 40,00              € 59,00
Modello cordless                                                          € 40,00              € 50,00
Modello GPRS/GSM                                                   € 50,00              € 60,00

Commissione percentuale sul transato                   2,50%                  3,50%
Commissione fissa per singola transazione           € 0,30                 € 0,50
Elaborazione O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori su fogli illustrativi e condizioni economiche degli istituti bancari.
N.B. I costi relativi a canoni ed utilizzo delle linee telefoniche, oltre quelli relativi ai materiali di consumo (la carta per gli scontrini) sono a carico dell’esercente.
Il costo di installazione e di attivazione del Pos può raggiungere la cifra di 150 euro una tantum, ma ci sono alcuni operatori che permettono la gratuità perché ne ricomprendono la spesa all’interno delle commissioni mensili relative al servizio. Qui dipende dal modello utilizzato. Lo standard di rete fissa costa dai 25 ai 38 euro mensili. La spesa lievita per l’Adsl, rete Ethernet (dai 40 ai 59 euro), per il modello Cordless (dai 40 ai 50 euro), a quello Gsm/Gprs che lievita fino a 60 euro mensili. In aggiunta ci sono le commissioni percentuali sul transato, che variano dal 2,5% fino al 4% a seconda degli istituti di credito. Infine sussiste persino una commissione fissa per ogni singola transazione (dai 30 ai 50 centesimi). Voci che per le partite Iva sono ovviamente detraibili nella dichiarazione dei redditi, quindi nel calcolo bisogna comunque fare la tara immaginando un esborso complessivo pari a poco più della metà.

Pos obbligatorio per commercianti e professionisti, la verità su sanzioni e limiti nel 2016

Pos obbligatorio per commercianti e professionisti, la verità su sanzioni e limiti nel 2016

I negozi e gli studi professionali hanno l’obbligo del POS? Cosa dice la legge del 2016 e qual è la verità sulle sanzioni in caso di negato pagamento con carta e bancomat? Facciamo chiarezza.

Le imprese e i professionisti hanno l’obbligo del POS oppure no? Quali sono le sanzioni previste e i limiti di importo obbligatori? Facciamo il punto della situazione al 2016.

La Legge di Stabilità 2016 ha modificato la normativa riguardo l’obbligo, per imprese e professionisti, di installare l’apparecchio di pagamento elettronico (POS) nei negozi e negli studi. La legge impone che chiunque si occupi di vendita di prodotti e prestazione di servizi (compresi quelli professionali) debba accettare carte di credito e prepagate.

Tuttavia quella del POS obbligatorio per le imprese commerciali è una questione discordante. Infatti, sebbene la legge abbia già imposto nel 2014 il POS obbligatorio per gli esercenti – inizialmente senza sanzioni pecuniarie – non tutti hanno capito bene cosa si rischia se l’apparecchio per l’e-payment non è installato.

Non ne sono consapevoli molti commercianti, che spesso trovano scuse e giustificazioni per non accettare pagamenti elettronici; e sono confusi gli acquirenti, che alla negazione del bancomat tirano fuori i contanti o rinunciano all’acquisto senza chiedersi se pagare con carta sia un diritto previsto dalla legge.

La confusione riguardo l’obbligo del POS è dovuta principalmente al fatto che le sanzioni, finora, anche se previste, sono state quasi completamente assenti. Inoltre, nonostante l’obbligo, molte attività rimangono restie all’utilizzo della moneta elettronica a causa dei costi e le perdite sul bilancio finale. Per questo motivo in sede parlamentare è già in corso l’esame di un nuovo disegno di legge al riguardo.

Facciamo chiarezza sulla normativa attuale sul POS obbligatorio e sulle sanzioni previste in mancanza di installazione e attivazione dell’apparecchio per bancomat e carta.

POS obbligatorio? Sanzioni, agevolazioni e limiti d’importo

L’introduzione del POS obbligatorio fa parte delle misure prese dal Ministero delle Finanze per contrastare l’evasione fiscale e promuovere i micro-pagamenti elettronici. Se prima, con i pagamenti in soli contanti, gli esercenti potevano facilmente dichiarare meno guadagni ed evadere le tasse, con l’obbligo di POS si è tenuti a dichiarare anche il centesimo dal momento che è tutto tracciabile.

Per lo stesso motivo la Legge di Stabilità 2016 ha decretato che anche i liberi professionisti (medici, dentisti, avvocati, architetti, ingegneri, agronomi, geometri…) debbano accettare i pagamenti in modalità elettronica dai loro rispettivi clienti. Professionisti ed esercenti, stando a quanto dice la legge, hanno l’obbligo di accettare pagamenti digitali anche per importi inferiori ai 30€.

L’obbligo riguarda tutte le imprese ed i professionisti, ad eccezione di coloro che riescono a dimostrare l’“oggettiva impossibilità tecnica” nell’utilizzo del POS.

Per incentivare l’utilizzo di pagamenti elettronici, chi si mette in regola gode di agevolazioni fiscali e ha diritto a detrarre alla dichiarazione dei redditi il costo in percentuale di ciascuna transazione dall’imponibile.

Inoltre, per favorire la maggiore diffusione dell’e-payment, è stato proposto di tagliare la commissione finale per i micropagamenti fino a 5€. In questo modo carte di credito e bancomat potrebbero essere accettate anche per pagare la colazione al bar o il giornale in edicola.

Chi trasgredisce l’obbligo del POS, invece, può essere soggetto a sanzioni che partono da 500€ e che aumentano in presenza di altre irregolarità accertate.

Subita la sanzione, commerciante o professionista avrà 30 giorni di tempo per adeguarsi e 60 giorni per comunicare alla Guardia di Finanza si essersi messo in regola. Per chi continua a trasgredire, invece, sono previsti dai 1000€ di multa alla sospensione dell’attività.

POS obbligatorio: quanto costa ai commercianti?

Commercianti e professionisti devono dotarsi di apparecchio POS a proprie spese. L’acquisto e il possesso di un POS comporta spese per costi fissi, canoni mensili e commissioni, e le condizioni di spesa variano da banca a banca e dal tipo di carta usata dall’acquirente.

In media la spesa per la sola attivazione di un POS si aggira attorno agli 80€, ma ai costi di gestione si aggiungono quelli per i servizi. In tutto la spesa media annua per avere e utilizzare un apparecchio POS collegato a conto corrente costa più di 2000€ l’anno, e pesa circa il 2% sul ricavo annuo dell’azienda.

Il fatto è che, stando agli studi di mercato, il POS piace più ai consumatori (ai quali non costa niente) che agli esercenti. Infatti 7 italiani su 10 preferiscono pagare con carta e circa il 16% preferisce rinunciare all’acquisto o scegliere un altro negozio dove può pagare con bancomat. Quindi non dotarsi di POS può comportare la perdita di molti clienti. D’altronde, dicono negozianti, artigiani e ristoratori, usare il POS per i pagamenti sotto i 30€ è una stangata per loro visto stando alle disposizioni bancarie attuali.

POS obbligatorio ma non sanzionabile: cosa significa?

L’obbligo del POS sarebbe dovuto entrare in vigore con la Legge di Stabilità dal 1° gennaio 2016, ma attualmente chi non rispetta l’obbligo di accettare pagamenti digitali non incorre in nessuna sanzione.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbero dovuto definire i tetti delle commissioni applicati ai pagamenti elettronici, per favorire la totale trasparenza, e predisporre che esse siano commisurate ai servizi effettivamente erogati.

In presenza di vuoti normativi, però, negozianti, ristoratori e professionisti che negano la possibilità di pagare con carta sono in difetto per legge ma non sanzionabili. E, se voi acquirenti indignati dal fatto che l’Italia sia così arretrata anche sul fronte e-payment decideste di denunciare l’esercente alla Guardia di Finanza, anche loro non vi saranno molto d’aiuto. A questo punto, se non la legge, potrebbe essere il mercato stesso a punire i trasgressori.

Nel 2016 pagamenti contactless in Italia aumentati del 360%

Nel 2016 pagamenti contactless in Italia aumentati del 360%

Nel primo semestre del 2016 exploit per le transazioni innovative, che grazie anche alla diffusione dei POS di ultima generazione (+225%) si stanno affermando come uno standard. Trainano i settori della GDO e della ristorazione

L’Italia cresce a tripla cifra nel settore dei pagamenti e nell’adozione della tecnologia contactless: secondo MasterCard le transazioni effettuate con carte di ultima generazione (nella Penisola sono ormai 25 milioni le tessere emesse dall’issuer) sono aumentate del 360% nella prima metà del 2016.

Nell’ultimo anno, inoltre, il numero di POS contactless è cresciuto del 225%. Brand delle categorie merceologiche più importanti per il mercato tricolore hanno deciso di investire in innovazione accettando pagamenti con carte contactless e recentemente anche i piccoli e medi esercenti stanno seguendo il loro esempio. Grazie anche alla collaborazione fra Mastercard e le sue banche partner, oggi il 50% della rete dei piccoli e medi esercenti italiani hanno già abilitato POS di ultima generazione e rappresentano il 67% del totale pagamenti contactless in Italia.

Le categorie di esercenti che guidano la diffusione delle transazioni innovative in Italia sono il settore della grande distribuzione e della grande ristorazione, dove il 35% delle operazioni con carte Mastercard è avvenuto in modalità contacless. Al secondo posto, il settore dell’abbigliamento (19%), seguito da piccoli ristoranti e bar (12%). Negli ultimi anni, il contactless ha raggiunto anche il sistema di trasporti pubblici cittadini e le cooperative e compagnie di taxi, soprattutto nelle grandi città, come Roma e Milano. Tra le ultime attività promosse da Mastercard a favore della tecnologia, infine, l’iniziativa realizzata in occasione della Finale di UEFA Champions League a Milano: per la prima volta è stato possibile pagare in modalità contactless, in tutti i punti vendita dello Stadio Meazza.

«La soluzione sta diventando sempre di più uno standard di mercato. Questo è per noi un traguardo importante, frutto del costante lavoro per fornire ai consumatori soluzioni e tecnologie innovative, che rispecchino il loro bisogno di fare acquisti in modo semplice, veloce e sicuro», afferma Paolo Battiston, Division President Italy & Greece di MasterCard.

Molti esercenti italiani sono stati coinvolti nel processo di sostituzione dei vecchi terminali POS e tanti ancora lo saranno in futuro: secondo le specifiche di circuito previste da Mastercard, l’installazione dei POS contactless di nuova generazione è prevista non solo per le nuove installazioni, ma anche per i vecchi POS che saranno progressivamente sostituiti.

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